HALLOWEEN – LA NOTTE DELLO SLASHER

immagine che rappresenta il film Halloween la notte delle streghe del 1978

Questa è la recensione di Halloween la notte delle streghe (1978), un film horror del 1978 diretto da John Carpenter. Ha un grandissimo successo, tanto da incassare 70 milioni di dollari, a fronte di un budget di poco più di 300.000 dollari, ed è considerato l’inizio del genere film slasher e della carriera di Jamie Lee Curtis.

LA TRAMA

Nel 1963 Michael Meyers, bambino di 6 anni, uccide la sorella reduce da un rapporto sessuale con il fidanzato. La notte del 30 ottobre di quindici anni dopo Michael fugge dal manicomio e dalla custodia dello psichiatra Lumis, e torna ad Haddonfield, dove decide di scatenarsi con le tre amiche Laurie, Annie e Lynda. Il dottore cerca di avvertire lo sceriffo del luogo, questi non gli da troppo peso e il risultato è che Annie viene strangolata e sgozzata poco prima di raggiungere il moroso per fare sesso, Bob e Lynda vengono uccisi poco dopo aver fatto sesso, Laure invece, che non fa e non ha intenzione di fare sesso, si salva. Nel finale il regista ci fa capire che il pazzo della situazione – nonostante un ferro da maglia nel collo, una coltellata nel petto, tre colpi di pistola e un volo dal primo piano – è ancora vivo e offensivo.

LA RECENSIONE

IL BELLO

Le prima caratteristica che si apprezza guardando Halloween è la sua attitudine a fare paura, anche se devo dire che dopo anni di jump scare l’effetto non è più lo stesso di una volta. Il regista ha una capacità spettacolare di creare suspence e di tenere lo spettatore incollato allo schermo, guardandolo da PC hai una tale ansia di vedere cosa sta per succedere che vorresti mandarlo due minuti avanti, ma non puoi farlo perchè non vuoi perderti nemmeno un respiro. Nel finale, quando attraverso gli occhi dello psichiatra non vediamo nessun cadavere e sentiamo il respiro affannoso di Meyers, tale tensione raggiunge il culmine. Il merito va ricondotto ad una colonna sonora (inspired by Profondo Rosso) e delle inquadrature fatte con metodo, soprattutto quelle in soggettiva, entrambe capaci di inquietare, ma senza mai essere invasive.

L’INIZIO DELLO SLASHER

Una delle qualità che rendono Halloween una pietra miliare del cinema horror è quella di aver definito una volta per tutte gli elementi caratteristici del cinema slasher (già in parte anticipati da Tobe Hooper), che farà grande fortuna nella prima metà degli anni ottanta:

  • il maniaco con la maschera;
  • gli avvertimenti del pericolo ignorati;
  • il fatto che i ragazzi che si comportano in modo contrario ai principi del Moige e di Famiglia Cristiana muoiono;
  • la final girl con la testa sulle spalle che riesce a salvarsi.

Elemento distintivo fondamentale degli slasher è il protagonismo di teenager, pubblico a cui sono principalmente destinati, e il fortissimo odio nei loro confronti, specie i più disobbedienti: le due ragazze che non studiano, trombano invece di lavorare e prendono in giro i complessi relazionali dell’amica, muoiono violentemente. Questo odio per la disobbedienza si può vedere anche nel momento in cui, a causa dei troppi scherzi e delle troppe ragazzate, nessuno crede alle grida disperate di Laurie.

L’INIZIO DEI FILM DA LIMONI

Ebbene si, Halloween è anche l’inizio dei film da limoni, ovvero quei film che i quindicenni brufolosi di inizio anni 80 vanno a vedere con le proprie altrettanto brufolose fidanzate che, spaventate, cercano conforto e protezione….

Quasi tutti i film da limone sono horror (a meno che non siate così coraggiosi da andare a vedere le commedie romantiche), ma non tutti gli horror sono film da limone: vorrei proprio vedere se riuscite a limonare durante “Non violentate Jennifer”.

TEMI

Come nella “Signora ammazzatutti”, la fine brutale che fa chi non rispetta le regole potrebbe essere considerata metafora dell’eccessivo peso che tali regole hanno nella società borghese americana. I bambini puri, e la vergine Laurie, infatti, non muoiono e, in realtà, ciò porta molti critici a tacciare la produzione di moralismo: secondo Carpenter non vi è alcun moralismo, Laurie accoltella Michael grazie alla forza della sua energia sessuale repressa.

Una tematica che rende molto alla pellicola è quella della cattiveria fine a se stessa di un bambino nato malvagio, una cattiveria sovrumana e inspiegabile dalla razionalità e dalla competenza medica dello stesso dottor Lumis, che dopo avergli dedicato anni di cure, lo descrive come il male fatto a persona (non come nel remake del 2007 che da spiegazioni che nessuno ha chiesto). La stessa tematica viene ripresa in Christine – la macchina infernale, sempre di John Carpenter.

l'urlo di Munch
“oggi è vigilia e tutti hanno diritto ad un bello spavento”

LE FILASTROCCHE

Il film inizia con una geniale filastrocca; di seguito un confronto tra la versione originale e quella del doppiaggio italiano (allarme spoiler):

“Malocchio e gatti neri, malefici misteri

il grido di un bambino bruciato nel camino

nell’occhio della strega, il diavolo s’annega

e spunta fuori l’ombra, l’ombra della strega!!!

La vigilia d’Ognissanti han paura tutti quanti

è la notte delle streghe!!!

Chi non paga presto piange!!!

Black cats and goblins and broomsticks and ghosts

coven of witches with all of their hopes

you may think they scare me, you’re probably right

Black cats and goblins on Halloween night

Trick or treat!!!

Personalmente sia a livello di testo che a livello di effetto sulla pellicola preferisco la versione nostrana, anche se forse è più che altro una questione culturale.

DOVE VEDERLO AGGRATIS

Lo trovate anche su youtube, basta cercare “Halloween 1978” (quello che dura 2 ore e 7 minuti)

CONCLUSIONE

In un ipotetica lista di film horror consigliati Halloween, che si distingue per la classe di un regista vecchia scuola, non potrebbe mancare.

Per concludere vi lascio con una piccola curiosità: i più attenti avranno notato che, nonstante sia il 31 ottobre, il fogliame degli alberi è ancora verde; questo perchè il film viene girato nel maggio 1978, in un tempo di circa 20 giorni (low budget significa anche questo), e le foglie secche sul marciapiede sono finte.

 

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