LA RECENSIONE DEL FILM AIRPORT 75 (1974)

Questa è la recensione di Airport 75 (aeroporto 1975), un film diretto da Jack Smight uscito nel 1974; nonostante ciò si chiama Airport 75. E’ il sequel dell’apprezzatissimo Airport (1970), quello del pazzo che si fa saltare nel cesso dell’aeroplano, e del cast fanno parte Gloria Swanson, George Kennedy e Linda Blair.

Il motivo per cui mi sto insolitamente dedicando al due prima ancora di trattare l’uno, è una mera questione affettiva: l’ho visto quadrigliardi di volte nelle reti private, tante che ormai fa parte della mia storia, quindi ne sono affezionato; ciò non vuol dire che me ne frego del capostipite di una delle più emozionanti serie catastrofiche: il primo Airport qui non mancherà.

LA TRAMA

A causa di alcune circostanze che non ho voglia di stare a spiegare, il volo 409 della Columbia si scontra con il velivolo privato di un business man, provocando uno squarcio nella cabina, danni alla strumentazione e due morti nell’equipaggio, il che è una stupidata , in quanto basta un semplice uccello per ridurre un 737 così:

http://www.today.it/rassegna/bird-strike-aereo-turkish-airlines.html 

Tornando a noi, tutto è nelle mani della hostess Nancy, che con le indicazioni del fidanzato capitano Murdoch, e tanto sangue freddo, conduce il bestione per un bel po’; alla fine il capitano fa un ingresso al volo in cabina e prende i comandi. Ma non è finita: chissà se il carrello si aprirà e, soprattutto, chissà se una volta apertosi rimarrà bloccato.

LA RECENSIONE

Il film è un big deal dagli ottimi risultati economici: tre milioni di dollari per farlo, 47 incassati e un posto nella classifica “The Fifty Worst Film of All Time” (i 50 film peggiori di tutti i tempi) di Harry Medved, Michael Medved e Randy Dreyfuss del 1978.

PERCHE’ HA TANTO SUCCESSO

Per tre motivi:

1- è un disaster movie: negli anni settanta i film catastrofici sono alla moda e attraggono la medio piccola borghesia, gran fonte di big money, sfruttando le peculiarità strutturali già definite da lavori proficui come il primo Airport, Poseidon e L’Inferno di Cristallo: un casino imminente e una sola speranza per salvarsi, ossia l’intrepido eroe della situazione.

2- elementi “always winning”, con i quali non si può sbagliare: la love story tra il prode di cui sopra, Alan Murdock, e Nancy, la damigella in pericolo, che come damigella qui non se la cava niente male; l’emergenza della bambina malata (Linda Blair); un cast stellare, con la cantante Helen Reddy, Charlton Heston, Karen Black, Erik Estrada, George Kennedy, la stessa Linda Blair, oltre al ritorno della star della vecchia Hollywood Gloria Swanson.

PS: apparte la cantante ci hanno tutti lasciati.

Aggiungiamo immagini stupendamente evocative, tipo quelle qua sotto (che non ho potuto condividere per via del maledetto copyright), una regia di alta qualità, degli effetti speciali notevoli e l’ottima recitazione, e il gioco è fatto.

3- la categoria film sugli aerei: il tema AEREO negli anni settanta, quando l’eccitazione di volare in un bolide d’acciaio a centinaia di metri d’altezza e km/h di velocità, è alla portata dei pochi eletti che si possono permettere il lusso del biglietto da migliaia di dollari, ripagati con un ambiente ampio, comodo e stiloso anche in classe economica, a differenza della classe economica d’oggi, con un ambiente stracolmo, scomodo e in stile scuolabus:

immagine dell'interno di un moderno aereo di linea

 

si tratta di anni d’oro per il volo di linea, gli anni in cui le hostess vivono come principesse e in cui è comune il sogno romantico di un futuro di auto volanti, missili e velocità estreme alla portata di tutti. C’è un clima di ottimismo, espansione e speranza, con la solita diffidenza e la solita paura che accompagna il cambiamento e l’opportunità. L’effetto che ha un film del genere in quell’epoca, quando volare è qualcosa di straordinario e l’action “terrore ad alta quota” non è ancora stato abusato e spolpato, è lontanamente paragonabile all’effetto che potrebbe avere ora una catastrofe sulle Tesla autopilot; ma in realtà è molto di più.

PS: un bell’horror con delle Tesla autopilot che fanno le cattive non mi dispiacerebbe.

MI PIACE

il fatto che è un film vecchio, pieno di leve, manopole e contatori analogici, che danno quella sensazione di fisicità e tensione nel rapporto donna-aereo e nell’equazione tempo che se ne va – pericolo che cresce.

Apprezzo molto come è realizzata la scena dello schianto: vedersi il velivolo li davanti è tanto inaspettato e surreale, quanto terribilmente realistico, sia agli occhi dei piloti che a quelli dello spettatore. Penso che se mi capitasse nella vita vera, queste sarebbero le stesse sensazioni che proverei.

CONCLUSIONI

“Vi ringraziamo per aver preferito la nostra compagnia” e se vi ho fatto venire voglia potete vederlo pixellato e mal inquadrato aggratis su youtube cercando semplicemente Airport film completo in italiano, altrimenti vi conviene scaricarne una copia pirata abbonarvi a qualche sito streaming legale.

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