LA RECENSIONE DEL FILM LE COLLINE HANNO GLI OCCHI – 1977

immagine che rappresenta le colline hanno gli occhi (1977) di Wes Craven

Questa è la recensione de Le colline hanno gli occhi, un film horror del 1977 diretto da Wes Craven.

LA TRAMA

Sarò breve sulla trama, in quanto se leggete questo articolo presumo che il film ve lo siate già visto, se no vedetevelo: una famiglia della middle class americana è intrappolata nel deserto, ignorando il fatto che nelle colline circostanti vive un’altra famiglia, selvaggia e incivile, i cui membri praticano il cannibalismo. 

 Da qui si sviluppa un intreccio carico di tensione che tiene lo spettatore incollato allo schermo, il cui bilancio è di quattro atroci morti nella famiglia borghese, tra cui il cane, e quattro in quella primitiva. 

Dal punto di vista prettamente tecnico ci sono diverse lacune, dovute anche al budget limitato; va anche detto che al giorno d’oggi è difficile provare paura di fronte di fronte alla maggior parte dei film anni 70, questo compreso, e che non avrete bisogno di ripetere a voi stessi “it’s only a film… it’s only a film” come suggerisce l’immagine qui sotto, che mi hanno fatto rimuovere per via del copyright, quindi godetevi questo fantastico sfondo blu e grigio.

sfondo blu e grigio

LA RECENSIONE

A parer mio l’obiettivo di Craven è usare i film splatter scuotere gli animi della borghesia, atrofizzata nei suoi valori – lavoro, apparenza e religione – e nel suo perbenismo. Per fare ciò ne prende alcuni esponenti e li sbatte fuori dal mondo civile, in un luogo rispetto alla famiglia selvaggia quelli fuori dalla norma sono loro. Nel raggiungimento di tale obiettivo trovo che metà del lavoro sia svolto dal paesaggio, non tanto il deserto in cui si trovano i protagonisti (sempre che siano loro i protagonisti), ma le colline da cui possono facilmente essere visti senza saperlo e senza poter a loro volta vedere chi li osserva.

I personaggi non sono particolarmente importanti, in quanto ciò che conta qui è quello che rappresentano, sia da una parte che dall’altra; merita comunque menzione Bob, il capofamiglia, arrogante e presuntuoso poliziotto appena pensionato che, forte della sua esperienza, non prende nemmeno in considerazione il consiglio del vecchio Fred di non abbandonare la strada principale, e decide di prendere la scorciatoia che li porterà alla morte. Riesce a rimanere freddo e razionale quando vede Fred appeso per il collo ad un cappio, ma quando incontra Giove, conoscendo il suo passato e vedendolo così grosso e cattivo, si rende conto che la sua esperienza e le sue capacità, senza dubbio utili nel suo mondo, lì non possono aiutarlo, quindi si fa prendere dal panico e comincia a correre attraverso il deserto. Verrà bruciato vivo e mangiato.

Man mano che la storia si svolge, i protagonisti si rendono conto di ciò che gli sta accadendo e capiscono che in quel posto il saper essere o sembrare brave persone, estremamente utile per vivere nella loro società dell’apparenza, oltre a non servirgli a nulla, lascia il tempo che trova. Non ci vuole molto, infatti, per tirare fuori la loro vera natura, di cui fanno parte anche la violenza, in questo caso giustificata dalla sopravvivenza, e la vendetta: usano il cadavere della loro stessa madre per attirare Giove in un tranello che non funzionerà, alla fine lo uccidono per mezzo di un’acetta e una pistola; Marte, invece, viene colpito ferocemente con una pietra da Doug, fino alla morte, vendicando l’uccisione della fidanzata e il rapimento della figlia infante.

IL SIGNIFICATO

Volendo il film potrebbe essere interpretato anche in un modo più sottile: la rimanenza della famiglia “buona” per continuare a sopravvivere deve fare ricorso al male, quindi ad assassinare il nemico e a violare un cadavere, nello stesso modo in cui per mantenere quel benessere che all’epoca caratterizza la middle class, è necessario ricorrere alla guerra, che, come è ormai noto, se non coinvolge il territorio del proprio paese, è un toccasana per l’economia. In poche parole i valori descritti sopra – lavoro, buonsenso, amore verso il prossimo, solidarietà (religione), in una sola parola il bene – sopravvivono grazie alla loro antitesi, ossia violenze e atrocità, in una sola parola il male.

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