NON VIOLENTATE JENNIFER VS L’ULTIMA CASA A SINISTRA: I DUE STUPRI PIU’ FAMOSI DEGLI ANNI 70

come da titolo questo post è un confronto tra Non violentate Jennifer (I spit on your grave), film del 1978 di Meir Zarchi, e L’ultima casa a sinistra (last house on the left), film del 1972 di Wes Craven.

Per prima cosa voglio sottolineare che non è un confronto del tutto equo, per il seguente motivo: entrambi possono essere etichettati come rape and revenge, ma il primo è un film horror splatter, mentre il secondo è un explotation; quindi in Non violentate Jennifer protagonisti sono lo stupro e la conseguente vendetta, mentre ne L’ultima casa a sinistra protagonista è la violenza di per sè, che nel caso in fattispecie comprende anche lo stupro e la vendetta.

Detto ciò, freghiamocene dell’equità e proseguiamo con:

IL CONFRONTO

se non avessi mai visto nessuno dei due lavori in oggetto e dovessi scegliere quale vedere sulla base della trama, sceglierei Jennifer, in quanto sarei attratto dal fatto che a vendicarsi è direttamente la vittima, non qualcun’altro; inoltre l’idea di una bella donna che si incazza, tira fuori la cattiveria e da sola massacra un gruppo di uomini fisicamente più forti, ha il suo fascino. Del lavoro di Zarchi mi attrae di più anche il titolo che, come spiego bene qui, nella versione italiana è uno dei più azzeccati, mentre nella versione americana è uno dei più idioti.

Nonostante quanto appena scritto, la verità è che nel mio confronto stravince l’ultima casa a sinistra (confermando la mia tesi secondo cui non bisogna mai giudicare un film dalla trama), e ora vi spiego il perchè:

in generale le scene, sia quelle che ci vengono raccontate, quindi i polli vivisezionati o il pastore tedesco ucciso (e con gli animali domestici l’effetto è anche maggiore che con le persone), sia quelle che vediamo – quindi violenza e perversioni varie, stupro, sevizie, sangue e interiora di teenager – sono davvero sconvolgenti, specie pensando di essere il pubblico del 1972.

L’importanza di tali scene nel mio confronto sta nel fatto che rendono l’effetto rape & revenge molto più forte: quei brutti stronzi che si sono tanto divertiti facendo delle cose così brutte che manco sapevamo esistessero, la devono pagare, e più cara la pagheranno, più noi spettatori godremo.

In Jennifer gli stupratori sono quasi amabili: il capobanda vuole bene a moglie e figli e lo sfigatello ha paura, ma tra l’opportunità di sverginarsi e quella di far parte di un gruppo si lascia tentare. Anche questi la devono pagare, specie dopo che Johnny tenta di dare la colpa di tutto all’atteggiamento della ragazza, ma non li odiamo con la stessa energia di quelli di prima. Poi c’è Camille Keaton: forse è complice anche il fatto che non mi attrae molto fisicamente (non sto facendo outing, è solo che non è il mio tipo), ma non riesce a trasmettermi il fascino fatale della bella donna incazzata e assetata di vendetta di cui sopra. In generale la fase revenge non è a livello della fase rape, il che è un vero peccato.

Tornando nell’ultima casa a sinistra, qui la vendetta è DAVVERO POTENTE, non solo per le azioni, che comunque comprendono un pene strappato a morsi e un uomo tagliato con la motosega (e Tobe Hooper muto), ma per la trasformazione dei gentili Collingwood da “per me è una follia tutta questa violenza” (lei) e “e non ti ha fatto pena quel povero pollo” (lui), a dei freddi terminator assetati di sangue e vendetta, che lascia il pubblico al contempo di stucco e soddisfatto.

Nonostante abbia già vinto, ci sono alcuni particolari che danno ancora di più al film di Craven, come ad esempio la coglionaggine della polizia – la quale accentua il concetto secondo cui viviamo in un mondo violento da cui nessuno ci può proteggere, se non ancora più violenza – oppure la continua alternanza tra le scene del rapimento e papà e mamma Collingwood che fanno festa, per non parlare della musichetta allegra che sembra voler prendere per il culo lo spettatore, e infine la scritta (nella versione DVD italiana) che lo presenta come film didattico proiettato nelle maggiori università di America e Inghilterra: vederlo pensando che sia un documentario lo rende ancora più sconvolgente.

PS: in realtà la storia delle università è una stronzata, visto che sarà ammesso nel Regno Unito solo nel 2003.

CONCLUSIONE

per concludere mi basterebbe ripetere “vince L’ultima casa a sinistra”, ma visto che voglio dare un po’ di onore anche a Non violentate Jennifer, in quanto nonostante qualche pecca se lo merita, devo fare una precisazione:

L’ultima casa a sinistra parla di un mondo violento, mentre Non violentate Jennifer parla di una situazione violenta, e si concentra, anche in termini di minuti, sulla brutalità dello stupro, che pare non finire mai e di cui vediamo e intuiamo tutti i particolari: a me fanno più effetto le scene di Craven, ma mi rendo conto che ad altri occhi, specie se femminili, possano fare più effetto gli abusi sessuali così pesanti e particolareggiati del film di Zarchi.

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