PAURA SU RUOTE: DUEL VS CHRISTINE VS LA MACCHINA NERA

il fatto che l’elemento pauratico (neologismo by Bart Simpson, o meglio by chi ha fatto le traduzioni) sia il motore dell’economia e lo status symbol di una società che, soprattutto negli anni in cui escono questi tre film horror, ama le proprie auto, è molto efficace. Se consideriamo poi che BV è un appassionato di motori….

In questo post farò quindi un confronto tra tre veicoli indemoniatiLa macchina nera, film del 1977 di Elliot Silverstein, Christine – la macchina infernale film del 1983 di John Carpenter e Duel, film del 1971 di Steven Spielberg, basandomi sui seguenti parametri:

  • regia e qualità;
  • significato;
  • paura;
  • gusti personali.

IL CONFRONTO

Ora ingraniamo la prima, acceleriamo a tavoletta, facciamo fischiare le gomme e partiamo con il confronto:

REGIA E QUALITA’

Duel è il primo film di colui che nel futuro diventerà uno dei più grandi registi della storia, e si vede: si vede che è girato da un uomo di talento, che sa scegliere le inquadrature migliori e la musica giusta, ma si vede anche che quest’uomo, che comunque non è proprio alle prime armi (ha già diversi lavori alle spalle, tra cui un episodio del Tenete Colombo), deve fare ancora un po’ di esperienza: i monologhi interiori di David Mann (Dennis Weaver) sono impacciati e inconcludenti, tanto che sarebbe stato meglio non inserirli. Poi ovviamente ci sono i soliti errorini presenti un po’ in tutte le pellicole, che trovate qui.

La macchina nera: la regia di Elliot Silverstein di per sè è di ottimo livello, ciò che lascia a desiderare sono gli effetti speciali, la recitazione di alcuni degli attori, ma non certo di James Brolin, uno dei doppiaggi in italiano peggio riusciti della storia, almeno nella versione vista da me, e una qualità generale da b-movie di più di quarant’anni fa. A ciò va aggiunto un errorino, anzi un errorone: la vecchia indiana riesce a vedere attraverso i vetri scuri dell’auto in corsa, di sera, che non c’è alcun guidatore – Wade, di giorno, a distanza ravvicinata e con il veicolo fermo, non vede nulla; visto che l’assenza di guidatore è fondamentale per la storia e per la paura, questo errore avrebbe dovuto essere evitato.

Christine la macchina infernale: John Carpenter è uno dei miei registi preferiti, anche se le sue peculiarità sono più riconoscibili in Halloween e in the Fog: si prende i suoi tempi, ti carica piano piano la tensione, facendoti quasi annoiare, per poi esplodere nel finale, il tutto con inquadrature vecchia scuola, quindi mai invasive ma capaci di farti paura.

Stesso discorso per quanto riguarda la colonna sonora: il suono minimalista, freddo ed elettronico ben si sposa con l’inanimato oggetto di metallo che si anima e ti uccide, però la colonna sonora di The Fog, a mio avviso, sta una spanna più in alto. Nonostante ciò è un film di qualità, con scene destinate a restare nella storia, come quella qua sotto e con un gustoso pizzico di humor nero, come quando, mentre i bulli la distruggono, dall’autoradio di Christine parte la canzone “Keep on knockin but you can’t come in”.

SIGNIFICATO:

Duel: l’avventuroso e dissestato viaggio è il percorso formativo di David Mann, un uomo sottomesso e incapace di difendere la moglie palpeggiata e umiliata la sera prima a cena, un uomo con poca spina dorsale, che vive in una comfort zone e fugge ai problemi: non esce dalla macchina sino alla fine, anche quando sta per essere schiacciato contro la montagna; ma quando finalmente capisce che dal tetro, spaventoso e inspiegabilmente veloce camion non può fuggire e che deve risolvere la situazione lì e ora, lo fa, scaraventa il problema in un burrone e ne esce vincente e soddisfatto; è nato un nuovo David Mann, acclamato dalle risate e le esultazioni finali.

The car: un male assurdo e inspiegabile colpisce chi vive il proprio sogno americano, un sogno che dietro la facciata di apparenza e perbenismo, nasconde una seconda faccia malvagia, folle e cinica. Non a caso il male è uno degli emblemi dell’american dream: una bella automobile americana con il v8 sotto al cofano, e non a caso l’unico che può aiutare lo sceriffo Wade è una vera testa di cazzo, alcolizzato e violento con la moglie: metafora di come gli orrori della guerra siano fondamentali per la prosperità degli Stati Uniti.

Ai tempi di Christine non si usa più nascondere messaggi politico – sociali nel cinema: c’è la stessa cattiveria assurda e inspiegabile della macchina nera, ma non va al di la dell’intrattenimento, comunque di altissima qualità; oltre alla macchina assassina mi affascina l’evoluzione di Arnie Cunnigham e il tema della vendetta nei confronti dei bulli: penso che chiunque abbia subito bullismo abbia sognato di rincorrere i propri carnefici a bordo di una Plymouth Fury rossa in fiamme.

PAURA

Qui sono simili: in tutti e tre i casi si tratta di un male inspiegabile e invincibile; l’autocisterna di Duel se la prende solo con David e fa paura per l’aspetto trasandato e cattivo e l’impossibilità di seminarla; Christine uccide solo chi costituisce una minaccia per lei e Arnie, oltre che per vendetta, e fa paura per la sua bellezza: una sorta di femme fatale automobilistica; la macchina nera uccide tutti e fa paura perchè uccide tutti, è indistruttibile, velocissima, rumorosissima e, se provate a prenderla in giro come fa Lauren, per voi non esisterà posto sicuro.

LA CLASSIFICA

per quanto riguarda regia e qualità vince Christine perchè, al di là del fatto che è il più recente, John Carpenter è sempre John Carpenter; secondo posto per Duel e terzo per La Macchina Nera; a livello di significato vince Duel per l’originalità, seconda La Macchina Nera e terza Christine; passando alla paura prima la macchina nera, la più cattiva di tutte, seconda Christine, neanche con lei si può scherzare, e terzo Duel.

Ora, assegnando tre punti per ogni primo posto, due per ogni secondo posto e uno per ogni terzo posto, i risultati sono i seguenti, e vi giuro che non l’ho fatto apposta:

Christine = 3+1+2 = 6

Duel = 2+3+1 = 6

La Macchina nera = 1+2+3 =6

IL VINCITORE

A prescindere dai risultati, anche se avesse preso -6, il vincitore sarebbe stato ed è la Macchina Nera: è quello dalla qualità, gli attori e il budget peggiori, ma lo scopo di un Horror/Thriler è fare paura e questo è l’unico che ancora oggi riesce a farmi paura.

 

La scena migliore (doppiaggio escluso)

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