PIU’ FORTE RAGAZZI (1972): PRIMO NON WESTERN DI BUD SPENCER E TERENCE HILL

immagine che rappresenta Più forte ragazzi con Bud Spencer e Terence Hill

Questa è la recensione del film Più forte ragazzi (1972), il primo film di Bud Spencer e Terence Hill non western.

Questo articolo è dedicato ai ragazzi come me che, pur non essendo cresciuti nè negli anni 70 nè negli anni ’80, si sono visti tutti i film della coppia comica Bud e Terence. Pare che noi giovani fuori e vecchi dentro siamo in bella compagnia, visto che “Lo chiamavano trinità”, trasmesso subito dopo la morte del compianto Pedersoli, raggiunge quasi il 14% di share, anche se è probabile che buona parte degli spettatori siano vecchi anche fuori.

Qui, come da titolo, si parlerà di “Più forte ragazzi”, uscito nel 1972 e diretto da Giuseppe Colizzi.

LA RECENSIONE

PERCHE’ PIU’ FORTE RAGAZZI??

Molti appassionati, dovendo scegliere la loro stagione preferita di una serie tv o di un cartone animato, hanno lo stesso approccio che si ha dal fruttivendolo: mai la prima in quanto i personaggi non sono ancora maturi e del tutto nella parte, mai le ultime in quanto i personaggi sono troppo maturi e non hanno più nulla da dire. Qual’è la mia stagione preferita dei Simpson? “la prima!”, di Futurama? la prima! di Big Bang Theory? La prima! Di Beautiful? Nessuna!! La verità è che percepisco la palpabilità della sperimentazione artistica di un attore/disegnatore (per i cartoni) che si immerge in un lavoro completamente nuovo e diverso da ciò che ha realizzato finora, ed è una sensazione che adoro. Tutto ciò vale anche per il primo non Western del miglior duo del cinema italiano; questo è il motivo per cui non sto scrivendo dei più famosi “Altrimenti ci arrabiamo” o “Pari e dispari”, anche se buona parte di ciò che dirò, riguarda anche loro.

Dopo questo pippone di cui probabilmente avreste fatto volentieri a meno, entriamo nel vivo di “Più forte ragazzi”:

LE TEMATICHE

Vengono presentati per la prima volta quei cliche che, triti e ritriti nei loro film anni 70 e film anni 80, saranno il marchio di fabbrica e la fortuna delle pellicole succesive:

  • il dualismo buoni vs cattivoni: il gigante dal cuore d’oro e lo scaltro e affascinante biondo dagli occhi di ghiaccio, hanno sempre a che fare con gente simile a quell’avido capitalista di Mr. Ears – bastardo, megalomane e pronto a infrangere tutte le regole del gioco pur di vincerlo, dalla libera concorrenza al quinto comandamento – e dei suoi temibili scagnozzi. Tale cattiveria, però, nella maniera caricaturale in cui è enfatizzata, non rende i personaggi di cui sopra spaventosi, ma ridicoli. E’ come un invito a prendere le proprie paure, guardarle negli occhi e ridergli in faccia.
  • Il trionfo del povero sul ricco: Plata e Salud, squattrinati e con l’aereo incendiato da un boss del commercio di diamanti, sconfiggono a suon di sberle Ears e i suoi uomini, per poi partirsene con il matto per San Salvador.
  • Botte e risate: sberle, schiaffi, pugni dall’alto, pugni dal basso, pugni laterali, calci, bacchettate e tante tante risate sono l’essenza di questa e delle produzioni successive.

PERCHE’ E’ BELLO

anzi, non solo bello, ma degno di essere considerato un pilastro della storia del cinema italiano e mondiale, e non “robba per bambini” come dicono i critici, ovvero coloro che non sapendo fare niente criticano quello che fanno gli altri (dai scherzo, ci sono anche critici che rispetto… tipo me:)).

I motivi per cui lo adoro sono il suo essere un’inno alla leggerezza, all’economia buona, allo sviluppo, alla concorrenza leale, al possibilismo e al mandare affanculo assicurazioni e multinazionali: lo definirei  quasi anarchico e mi fa sentire libero e spensierato. Oltre tutto ciò, che non è poco, in “Più forte ragazzi” c’è anche il romanticismo estetico ed emozionale del volo, non su un 747 che parte e si muove solo in base alle direttive dell’American Airlines di turno, ma su un catorcio di Catalina aggiustato in una stalla, su cui possiamo salire quando vogliamo e siamo liberi di volare nel cielo come e dove vogliamo; anche perchè Plata e Salud della torre di controllo se ne sbattono le balle. Qui sotto la scena che a parer mio incarna meglio la fusione tra la bellezza del volo, le risate e i marchi di fabbrica del duo comico:

PICCOLA CURIOSITA’

Un interessante aneddoto sulla pellicola in oggetto è che Bud Spencer, rapito anche lui dal fascino del volo libero di cui sopra, un giorno, senza brevetto e senza dire nulla a nessuno, sale in aereo e va a farsi un bel giro, applicando ciò che ha imparato semplicemente guardando il pilota all’opera. Incredibilmente, anche se con poca eleganza, riesce pure ad atterrare.

CONCLUSIONI

vi invito a rivederlo per la milionesima volta, se no botte…

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