HALLOWEEN 2 – IL SIGNORE DELLO SLASHER

immagine che rappresenta il film halloween il signore della morte 1981

Questa è la recensione di Halloween 2 – Il signore della morte è un film horror del 1981  diretto da Rick Rosental con Jamie Lee Curtis, nonchè sequel di Halloween- la notte delle streghe (1978) di John Carpenter.

IL CONTESTO: PERCHE’ ESISTE

E’ nato solo per soldi:

Irwin Yablans, produttore e distributore del primo, è determinato a replicarne il successo e soprattutto gli utili, quindi decide di realizzare un sequel.

John Carpenter, responsabile dell’altissima qualità di colonna sonora (inspired by Profondo Rosso) e riprese del primo degli slasher, non ne è per nulla contento perchè: prima di tutto – non ha nessuna voglia di farlo – e poi – il senso di Michael Meyers è la cattiveria soprannaturale e inspiegabile, persa di vista da tutti i sequel, come dichiara Carpenter stesso nel 2014.

Nonostante tutto, il suo agente gli fa notare che “visto che tanto il film lo fanno lo stesso, tanto vale diventare executive producer e guadagnare un bel po’ di dindini”, così Carpenter si ritrova, tra tante birre e pochissimo entusiasmo, a scrivere Halloween 2. Egli stesso dichiara “…I didn’t do a very good job…”

L’epilogo di tutto ciò è che con un budget di 2,5 milioni di dollari,  vale a dire più di otto volte quello de “La notte delle streghe”, ne sono incassa circa 25 milioni, vale a dire la metà de “La notte delle streghe”.

LA RECENSIONE

Solitamente i sequel non mi piacciono e si sa che nel mondo del cinema i due sono spesso brutti e inutili; in questo caso i presupposti per fare schifo ci sono tutti, ma schifo non fa:

CIO’ CHE MI PIACE

l’ambientazione coincide con la fine de La notte delle streghe, come fosse un secondo tempo: scelta originale per un seguito. Ciò contribuisce a non stravolgere nè il personaggio di Michael Meyers, almeno non nella maniera innaturale in cui verrà stravolto negli anni a venire, nè lo stile e l’essenza della pellicola stessa, che mantiene la capacità di caricarti piano piano di tensione, come se il regista tirasse un carillon a corda dentro di te.

Mi piace l’idea di farci scoprire che Laurie è la sorella di Meyers: intanto perchè lo scopriamo in un momento ed in un modo da far gelare il sangue, poi perchè è una di quelle spiegazioni che non infastidiscono e non rovinano l’essenza del cattivo (tornando alle dichiarazioni di Carpenter sui sequel di cui sopra). Ho apprezzato l’idea di ambientarlo all’ospedale, un labirinto sconosciuto (per la final girl) in cui è facile restare intrappolati e venire spiati dagli schermi delle telecamere. Ho apprezzato il finale, in cui la razionalità scientifica del dottore si scontra con la malvagità fine a se stessa di Michael: due aspetti di due vite che ormai fanno parte l’una dell’altra e che sono destinate a finire insieme.

Essendo un film slasher non manca l’odio profondo verso i teenager, palesato fin dall’inizio: avete voluto trombare durante l’orario di lavoro? adesso vi beccate una morte violenta e dolorosa,  magari al ritmo derisorio di Mr Sandman: la canzone che incarna i sogni d’amore degli adolescenti di fine anni 50, nel film che uccide tali adolescenti e tali sogni.

CIO’ CHE NON MI PIACE

A parte il fatto di essere nato solo per i big money, questo è quanto non mi è piaciuto:

la morte di quel Rober Tremay (spero si scriva così), che nel primo è il ragazzo che piace a Laurie, è troppo teatrale e stupida, così come quella di Jimmy, messo k.o. da una scivolata: si può fare di meglio. In generale tutto è “un po’ meno del primo”: la colonna sonora è la stessa, ma manca il suono violento e tagliente del pianoforte; le riprese sono di ottima qualità, ma nei momenti salienti perdono qualcosa rispetto all’originale, e poi c’è quella sciocchezza del rito celtico e del samhaim che non riesco a digerire: avrei preferito che la coincidenza tra fuga, data dell’omicidio della sorella e Halloween fosse una sorta di scherzo del destino. Poi c’è la final girl, i cui colpi di culo, che nel primo sono quasi credibili, qui non lo sono: fugge nel magazzino e scavalca una finestra, mentre Meyers le si avvicina ad una velocità di circa mezzo chilometro all’ora: se con le altre vittime è calmo e robotico ma deciso, con lei sembra uscito da “La notte dei morti viventi”.

CONCLUSIONI

Lucia Patrizi, nel suo blog “Il giorno degli zombi”, scrive esistono due scuole di pensiero, l’un contro l’altra armate, che si possono sintetizzare in: quelli che apprezzano il reboot di Rob Zombie e quelli che sono rimasti fermi al secondo capitolo, firmato da Rosenthal nel 1981. Io sono della seconda: avrei voluto un due più lungo e appassionato, ma che uccidesse definitivamente Michael Meyers. Si sa che franchise e passione non vanno d’accordo e il resto è storia…

Per finire vi dirò che con tutti i suoi limiti, Halloween 2 Ammè me piace.

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