IL GIORNO DEGLI ZOMBI (1985)

Questa è la recensione de Il giorno degli Zombi (Day of the dead), un film horror splatter del 1985 della saga morti viventi di George A. Romero, con Lori Cardille e Joseph Pilato.

UN PO’ DI STORIA

All’inizio la produzione, avendo a disposizione  milioni 7 di dollari, ha in mente una trama molto più articolata, ma il prezzo dei 7 milioni è l’impegno di non realizzare nulla di troppo violento: come risolvere tale problema?

La risposta è mandare affanculo tutti e lasciare che il budget venga dimezzato, ma con la promessa che Romero possa lavorare come cavolo vuole lui, del resto ha già realizzato grandi lavori con molto meno, inoltre C’è già un piano malefico per risparmiare un bel po’: comparse zombi pagate con un dollaro e un cappello con scritta “I was a zombie in Day of the dead”.

Il risultato è un film semplice, con pochi personaggi e scenografia limitata, ma trucco ed effetti di altissima qualità e un incasso di quasi dieci volte l’investimento.

LA TRAMA

L’attestato di sfiducia rilasciatoci nel film precedente si rivela meritato, quindi ora il mondo è nelle fredde mani degli zombi. Un gigantesco bunker sotterraneo, o meglio una gigantesca tomba, permette ad un gruppo di militari e ad un gruppo di scienziati di essere al sicuro dai morti viventi, ma non da se stessi: le discordie tra i due gruppi si inaspriscono sempre più finchè i militari non assumono tirannicamente il comando e danno inizio ad una vera e propria guerra nei confronti dei ricercatori. Alla fine gli unici a salvarsi e a rappresentare una speranza per l’umanità intera sono i ricercatori John e Sarah, una presenza fantastica interpretata da Lori Cardille, che non mi capacito di come non sia diventata una diva.

LA RECENSIONE: LE TEMATICHE ROMERIANE VS L’EPICITA’ DEGLI ANNI 80

L’UMANITA’ E’ ALLA FRUTTA

nel 1978 Zombi ci fa capire che l’ultima era dell’umanità è l’autodistruzione, che noi ci siamo già dentro e che, anche se lavorando su noi stessi potremmo evitarla, non lo faremo, quindi speranze non ce ne sono.

Ora questo totale attestato di sfiducia è realtà: ormai la specie dominante sono i morti viventi, l’essere umano è una rarità prossima all’estinzione e, per quello che ne sappiamo noi spettatori, quei quattro personaggi messi in croce potrebbero essere gli ultimi umani rimasti, ma nonostante tale situazione, in cui ogni vita vale oro, i superstiti continuano a distruggersi tra loro: pietra tombale lunga 14 miglia”, come dice John, in cui si sono chiusi da soli, aggiungo io, è una definizione azzeccatissima.

MA VISTO CHE SIAMO NEGLI ANNI 80 SI SALVA

come può un film uscito nel clima di ottimismo, benessere e fiducia nel futuro degli anni 80, finire male? La risposta è che se persino un film di Romero – esperto in finali negativi e che lasciano turbato il pubblico – finisce fondamentalmente bene, vuol dire che non può: Sara e John sull’isola possono ricominciare da capo, è come se, per la prima volta, la regia ci dicesse “cara umanità, sei un disastro, ma forse per te c’è ancora una piccolissima speranza”.

LO STILE

Il clima degli anni 80, quindi, è così potente da influenzare anche Romero, e non solo nel quasi lieto fine, ma anche nello stile: dinamico, aggressivo, senza buchi narrativi, con musiche ed effetti speciali che mi ricordano quella parte della mia infanzia passata a guardare le repliche di Magnum P.I o Miami Vice, facendolo sembrare un action per il grande pubblico di Chuck Norris o Sylvester Stallone. Il culmine dello stile tipicamente EPICO o epicamente tipico di quegli anni è l’INIZIO BELLO IGNORANTE, che sembra dire allo spettatore “ecco cosa ti aspetta!”: se nei film d’azione inizio ignorante = QUESTO

in un film horror inizio ignorante =

Si vede subito che, rispetto agli splatter anni 70 e soprattutto a La notte dei morti viventi, ora intorno al genere girano molti più soldi.

IL SIGNIFICATO POLITICO

Sarà pur vero che la magia degli anni 80 colpisce anche Romero, ma non così tanto da farlo rinunciare ai sotto testi politici. Se nel 1968 essi riguardano il Vietnam e le lotte razziali, se nel 1978 riguardano il consumismo, nel 1985 riguardano la guerra:

per prima cosa l’estinzione dell’umanità non è causata dagli zombi, ma dalla sua incapacità di organizzarsi e collaborare, tanto che Rhodes, pur sapendo che Sarah potrebbe essere l’ultima possibilità per l’umanità di riprodursi, è pronto ad ucciderla solo per affermare la propria supremazia.

In secondo luogo per la prima volta possiamo distinguere il gruppo dei buoni e il gruppo dei cattivi (altro aspetto tipicamente anni 80): il primo, ove vige un rapporto di parità, tolleranza e collaborazione, è formato da UN NERO, come al solito, UN MESSICANO, UNA DONNA, UN ALCOLIZZATO e uno SCIENZIATO FUORI DI TESTA, anche se probabilmente ha ragione su tutto; il secondo, ove vige il tipico schema militare, è formato da soldati AMERICANI, BIANCHI, RAZZISTI, un po’ MISOGINI e TIRANNICI, comandati da colui che, quando la base viene invasa dai morti viventi, si rivela essere il re dei codardi, a differenza dei suoi uomini che hanno almeno il buon gusto di scappare insieme.

La frase che meglio incarna il significato del film la pronuncia John: “è Dio che ci ha puniti per esserci spinti troppo oltre”, come fanno USA e URSS durante la corsa agli armamenti.

Tutto ciò rende evidente il fatto che nel 1984 Romero non votò per Ronald Reagan e non sostenne nè la sua politica estera verso l’URSS dei primi anni 80, nè i suoi ingenti investimenti in campo militare e nemmeno la politica economica che statisticamente aumentò il divario tra classi sociali.

CONCLUSIONI

Ne il giorno degli zombi convivono due aspetti opposti e quasi incompatibili: il fatto di essere un film di George A. Romero, che si traduce con sotto testi politici e immensa sfiducia nel futuro, e il fatto di essere un film degli anni 80, che si traduce con ottimismo, benessere e immensa fiducia nel futuro.

Prima di concludere ci tengo a dirvi che so benissimo di aver speso un numero di parole prossimo allo zero per personaggi importanti come Bub o il dottor Frankenstein: ci sarà un altro post, i dettagli li scoprirete a tempo debito.

E SE SONO TIRCHIO/POVERO E VOGLIO VEDERLO GRATIS?

niente di più semplice: accedi a youtube e digita “il giorno degli zombi 1985”, dovrebbe essere o il primo o fra i primi risultati (durata 1.37.45).

 

2 pensieri riguardo “IL GIORNO DEGLI ZOMBI (1985)”

  1. Il film che da trent’anni, è il modello su cui sono basati tutti i film di zombie che sono usciti dal 1985 ad oggi. Per dinamiche, per tipologia di personaggi, per come usando un budget piccolo e riducendo tutta ad essenzialmente una sola location, ha insegnato come fare ad una legione di nuovi aspiranti registi. Ma poi l’aspetto degli zombie curati da Nicotero, questo film ha ridefinito lo standard dei film con i morti viventi, qualcuno continua a considerarlo meno bello dei primi due film a tema di Romero, quando invece sta sullo stesso livello, sono tre capolavori 😉 Cheers!

    1. Ciao Cassidy! Pienamente d’accordo su tutto. Per quanto riguarda i tre capolavori, Night, Down e Day, a breve uscirà un bel confronto, in cui dirò anche qual’è il mio preferito;)

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