LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI VS ZOMBI VS IL GIORNO DEGLI ZOMBI

Questo è un confronto tra i primi tre film horror splatter della saga morti viventi di George A Romero: La notte dei morti viventi (1968), Zombi (1978) e Il giorno degli zombi (1985). Nelle prossime righe vi dirò qual’è il migliore e qual’è il mio preferito.

Per fare un buon lavoro partirò dai PUNTI IN COMUNE, che sono i seguenti:

  • il ruolo dell’eroe della situazione e di colui che dispensa le perle di saggezza è sempre in mano ad un nero; i ruoli delle teste di cazzo, invece, sono sempre in mano a dei bianchi;
  • la critica politica e i palesi riferimenti alle tre attualità della società americana: 1968, 1978 e 1985;
  • la scarsa fiducia nel genere umano: nel primo Romero ci fa capire che siamo sulla strada sbagliata; nel secondo che, anche se potremmo ancora tornare sulla strada giusta, non lo faremo, quindi non ci sono speranze; nel terzo ormai tutto è distrutto e camminiamo sul filo dell’estinzione della specie; nonostante ciò, grazie al clima degli anni 80, è l’unico con un finale vagamente speranzoso.

Lo scopo di un film horror splatter è quello di turbare il pubblico. Nei film di Romero tale scopo viene raggiunto attraverso un connubio di immagini forti e sottotesto politico. Quale di questi tre film raggiunge meglio tale scopo?

LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI

la capacità di turbare attraverso delle immagini forti è strettamente legata alla loro qualità: questo film viene girato nel 1968 con un budget di poco più di 110.000 dollari. Ciò vuol dire che la quindi la qualità, com’è normale che sia, fa un po’ schifo e che le immagini, soprattutto nel 2019, non impressionano lo spettatore.

Il discorso è diverso per quanto riguarda il sottotesto politico: i cittadini appena morti si risvegliano e, con la loro calma, cannibalizzano l’America viva. E’ la metafora della morte del sogno americano, avvenuta per mano degli stessi americani, che mandano il proprio futuro a morire in Vietnam e si discriminano tra loro. Pensando al sovversivismo del Black Power, alle rivolte nei quartieri neri e soprattutto alla recentissima morte di Martin Luther King, capiamo quanto coraggiosa sia la scelta di dare il ruolo del maschio alfa a Duane Jones, che si autoproclama capo della situazione e da ordini a persone bianche.

Se dopo i primi 20 minuti l’americano medio di allora comincia a sospettare che qualche riferimento non sia puramente casuale, quando arrivano i rastrellamenti della polizia e l’intervista allo sceriffo, caratterizzato alla “adesso arrivo io e quei cosi li ammazzo tutti”, nessuno può più evitare di pensare alla guerra. Arrivato al finale, quando l’esemplare di americano medio di cui sopra è ormai certo di trovarsi davanti ad una produzione impegnata, Romero rincara la dose: attraverso i fotogrammi ci mostra la morte per nulla romantica o eroica di Ben, che sembra dire “uno dei tanti neri uccisi dalle forze dell’ordine che finiscono sul giornale e vengono dimenticati il giorno dopo”.

ZOMBI

Nel 1978 il budget a disposizione di Romero è di 15 volte superiore, quindi lo è anche la qualità delle immagini splatter e la loro capacità di turbare il pubblico. In generale la qualità non è inferiore a quella di un qualsiasi film di successo degli stessi anni.
Nonstante la musica dei Goblin, il carisma di Ken Foree e i momenti di spensieratezza nel centro commerciale, questo è il più negativo e sfiduciato dei tre film: ci sono personaggi come Stephen, pronto ad uccidere per il lusso di un posto non suo, oppure come la sua ragazza che “caro insegnami a pilotare l’elicottero così se muori non ho problemi” (le parole non sono queste ma il senso si); infatti quando lui muore lei non si fa alcun problema. Per anni il consumismo ha abusato del marketing per vendere qualsiasi cosa, utile o inutile che sia; ciò ha fatto si che le persone si trasformassero in consumatori, i quali “hanno poca intelligenza e nessuna capacità di ragionamento, sono guidati soltanto da puro istinto emotivo e il loro unico motore è il desiderio di buttar via schei”, tipo questi.
La situazione sarebbe risolvibile, ma l‘egoismo e l’irrazionalità – necessarie per essere dei buoni consumatori di prodotti inutili – non permettono di capire un semplice concetto: “quando i morti camminano, signori, bisogna smettere di uccidere o si perde la guerra”. L’umanità non ha alcuna intenzione di smettere di uccidere, quindi è spacciata.

IL GIORNO DEGLI ZOMBI

E’ ovvio che le immagini migliori e più sconvolgenti le troviamo nel film più recente e con il budget più elevato – che vanta la magia del truccatore Greg Nicotero e l’utilizzo della carne di maiale (altro che CGI). Guardare la scena della morte di Rhodes senza mai girarsi dall’altra parte non è da tutti.

Nel 1985 è stato da poco rieletto Ronald Reagan. Egli è bianco, conservatore, fa ingenti investimenti in ambito militare e , specie nei primi anni 80, porta avanti una politica estera piuttosto aggressiva nei confronti dell’URSS; quindi ha tutte le caratteristiche per stare sulle balle a Romero. Cosa fa quest’ultimo? Fa un film in cui un esercito di militari stronzi, comandati da un finto duro che si dimostrerà un codardo (R.I.P. Joseph Pilato), viene divorato dagli zombi, con chiari riferimenti alla corsa agli armamenti, come la frase di John “è Dio che ci ha puniti per esserci spinti troppo oltre”.

Nonostante tutto, il clima iper positivo degli anni 80 influenza anche Romero: è l’unico dei tre film ad avere una conclusione speranzosa per l’umanità, un’ultima possibilità, ovviamente offerta alla donna con le palle e all’uomo di colore.

IL VERDETTO

Quale dei tre film raggiunge meglio lo scopo di turbare il pubblico?

Per quanto riguarda il sottotesto penso che in tutti e tre i film sia stato fatto un ottimo lavoro, anche tenendo conto dell’attualità in cui sono usciti. Va detto che, pensando all’attualità di fine anni 60, il primo è il più coraggioso.

La sfida si gioca quindi sulle immagini splatter. E’ ovvio che il film più recente e con il budget più elevato abbia le immagini migliori, ma noi dobbiamo considerare il pubblico degli anni in cui i tre film sono usciti: le scene fatte malissimo negli anni sessanta, mostrate a gente che non ha mai visto nulla del genere, battono le scene di qualità degli anni 80 mostrate a gente che ha già visto di tutto e di più. In poche parole per noi che vediamo i tre film oggi, il terzo è quello più sconvolgente, ma il pubblico che vede la notte dei morti viventi nel 1968, rimane molto più sconvolto del pubblico che vede il giorno degli zombi nel 1985.

IL MIO PREFERITO

Il mio preferito è Zombi del 1978: innanzitutto il tema consumismo è quello che trovo più attuale e coinvolgente, poi lo stile movimentato e la soundtrack mi ricordano i miei amati action cazzuti degli anni 80. Ma ciò che fa la differenza è che dietro alla storia dei ragazzi che, fin quando possono, si divertono come bambini nel centro commerciale, si nasconde una negatività disarmante, un’apocalisse che gli stessi protagonisti non riescono a vedere. Ciò ha UN NON SO CHE DI SADICO DA CUI SONO MOLTO AFFASCINATO.

CONCLUSIONI

Qual’è il vostro preferito?

2 pensieri riguardo “LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI VS ZOMBI VS IL GIORNO DEGLI ZOMBI”

  1. Quasi impossibile scegliere, il primo si scaglia contro la società (e il razzismo) il secondo contro il consumismo e il terzo è forse il più nichilista di tutti, li amo tutte e tre perché sono tre capolavoro e tin ringrazio, perché leggere di questi film fa sempre bene al cuore 😉 Cheers!

    1. Ciao Cassidy!! sono molto contento che ti sia piaciuto leggere il mio post!
      In effetti è davvero difficile scegliere…
      Ma tu non ne hai uno che a pelle ami più degli altri?

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