TRAPPOLA DI CRISTALLO (DIE HARD): AZIONE, IGNORANZA E BATTUTE EPICHE

immagine che rappresenta il film d'azione Die Hard trappola di cristallo

John è ancora vivo. Solo John McClane può far esasperare qualcuno in quel modo!”

Questa è la recensione di Die Hard Trappola di Cristallo, un film d’azione di John McTiernan del 1988 con Bruce Willis. L’ho veduto millemila volte e, anche se non mi sento ancora in grado di creare un articolo degno dell’epicità del primo Die Hard, ho deciso che l’apoteosi del quindicennio più felice della storia del cinema d’azione qui deve esserci. E subito.

LA TRAMA

John Mcclane, poliziotto di New York, si trova al Nakatomi Plaza (nel mondo reale Fox Plaza) di Los Angeles, dove lavora Holly, sua moglie. Il disegno è trascorrere le vacanze natalizie insieme a lei e figli. Ad un certo punto il luogo viene preso d’assalto da criminali tedeschi, a loro dire mossi dal nobile fine di liberare dei prigionieri politici. In realtà sono mossi dal meno nobile fine di fregarsi il contenuto del caveau del grattacielo. Holly e i colleghi vengono presi in ostaggio, ma per fortuna John – con il supporto radiofonico dell’agente Al Powell e nonostante la preparazione dei malviventi, le sciocchezze dell’FBI, le sciocchezze dei giornalisti e le sciocchezze di Harry, uno dei colleghi fighi della moglie – riesce a salvare la situazione.

LA RECENSIONE

CONTESTO

Siamo verso la fine degli anni ottanta, quindi orrori del Vietnam, crisi sociale e tutto il resto sono lontani un decennio e la cattiveria e la malvagità umane che vediamo al cinema non servono più a mettere in evidenza la debolezza dei valori americani, ma servono a metterne in evidenza la forza, tant’è che trionfano nel lieto fine: John sconfigge i criminali, sconfigge i problemi coniugali, sconfigge il vecchio trauma dell’agente Al Powell e il tutto termina con un’orgia di armonia, felicità e bontà nel festeggiare together forever and ever il Santo Natale.

CRITICA SOCIALE

E’ comunque presente una velata e ironica critica alla società borghese, in particolare i borghesi più borghesi, cioè giornalisti, federali e gente con i big money:

dal Manager Harry, che pensa di poter trattare dei malviventi armati fino ai denti come dei normalissimi clienti (“Bravo… fa rima!” mi direbbe John) e che paga con la vita la sua pirlaggine presunzione; agli agenti dell’FBI, che atrofizzati nelle regole procedurali standardizzate, vengono presi in giro dai sequestratori; ai giornalisti, che pur di avere una notizia in anteprima, ricattano un’immigrata clandestina (ancora rime) e mettono in pericolo la vita di Mclane, degli ostaggi, dei poliziotti e di chiunque si trovi nei dintorni

IL PERSONAGGIO: LA CILIEGINA SULLA TORTA

L’innovativa caratterizzazione del personaggio di John Mcclane, un eroe della situazione totalmente fuori dagli schemi, vale tutto lo spettacolo: in famiglia quella con i pantaloni è la moglie, sicuramente più “alfa” di lui, che fino al finale continuerà a farsi chiamare con il suo cognome da ragazza, nel lavoro ha molto più successo del marito e, di conseguenza, più soldi e molto più potere. Per questi motivi molti lo definiscono un film femminista. I malviventi contro cui il detective si trova a lottare hanno una preparazione migliore della sua e probabilmente anche una maggiore integrità psicologica: lui talvolta sembra non saper bene cosa fare e come comportarsi. Egli stesso si dice: “Perchè non gli hai impedito di ucciderlo? Perchè avrebbe ammazzato anche te, coglione! Rifletti imbecille, rifletti. Talvolta si autocommisera, ad esempio dicendo: “Con tanti terroristi nel mondo dovevo ammazzarne proprio uno con i piedi piccoli.”

IGNORANZA E BATTUTE EPICHE

Ci abbiamo girato intorno finora, ma questa è la vera essenza di Trappola di Cristallo e dei Die Hard successivi: l’ignoranza dei dialoghi e delle battute di Bruce Willis. L’unico modo per rendere l’idea della loro epicità è fare alcuni esempi:

    • terrorista a McClane: “Giochi ancora al Cowboy eh! Voi americani siete tutti uguali. Ma stavolta John Wayne non cavalcherà verso il tramonto con Grace Kelly.

      La risposta di McClane: “Era Gary Cooper, coglione!

      McClane vedendo in lontananza delle autopattuglie con tanto di sirene accese: “Bene, sbrigatevi belli di papà, e vi giuro che vi abbraccio anche i vostri cani Mascotte “.

oppure questa:

Per riassumere, pur essendo il re degli action movie, pur avendo goduto di un grandissimo successo, pur essendo innovativo sotto molti aspetti, la vera ragion d’essere di Die Hard sono il personaggio di John Mclane, che definirei la Uno Turbo dei poliziotti, e le sue battute ignoranti. Questa è la conclusione.

Anzi la conclusione è che in mezzo a decinaia di eroi cazzuti usciti nei famigerati anni 80 e 90, John Mclane regnerà nei secoli dei secoli.

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