A-TEAM: LA SERIE CHE SALVA L’AZIENDA E IL SOGNO DI STEPHEN J. CANNEL

Queste sono la storia e la recensione dell’A-team: no, non sto parlando del film del 2010, ma della famosa serie tv d’azione degli anni 80, con George Peppard (Hannibal), Dirk Benedict (Sberla), Dwight Schultz (Murdock) e Mr. T (P.E.).

LA STORIA DI COME L’A TEAM SALVA L’AZIENDA E IL SOGNO DI CANNEL

Siamo nel 1979. Stephen J. Cannel, dopo essere stato uno dei più giovani produttori esecutivi della Universal Studios, spronato dai suoi successi, decide di mettersi in proprio, e apre la Stephen J. Cannel Productions.

Il suo primo cliente è la ABC e il suo primo lavoro è la serie tv Premiata agenzia Withney. La serie viene fortemente promossa e, all’inizio, attira un bel po’ di pubblico; verso la fine della stagione, però, c’è un drastico calo di spettatori: Premiata agenzia Withney viene cancellata. Nel 1981 esce Ralph supermaxieroe, ma per qualche motivo dura solo tre stagioni. Siamo nel 1983, il nostro amico ha speso tutto nella sua azienda e ora si ritrova senza appalti: ha disperatamente bisogno di un lavoro. Non so come si sentisse Stephen in quel momento, ma immaginate di aver investito tutto in un’attività: i primi due grossi lavori non vanno benissimo e ora, dopo due anni, vi ritrovate senza lavoro. Come vi sentireste? Per fortuna esiste la fortuna: il suo amico Brandon Tarkikoff, presidente della NBC, ha un idea per una nuova serie tv. In base ai ricordi di Cannel, l’idea viene esposta in questo modo:

Hai visto The Road Warrior con Mel Gibson?

Cannel: “sì, Mad Max”

Tarkitoff: “Sì, ma l’idea non è quella. Hai visto La sporca dozzina?

Cannel: sì, Lee Marvin.

Tarkitoff: “Beh, è qualcosa del genere, ma, come Road Warrior, non è qualcosa del genere. “Conosci quel ragazzo Belker in Hill Street Blues?”

Cannel: “sì, il poliziotto che morde tutti al banco delle prenotazioni?

Tarkitoff ‘Sì, potrebbe essere in questo show. E ricordi Mr. T del film Rocky?

Cannel: si.

Tarkitoff: “Bene, lui guida la macchina”

Quando Cannel presenta l’idea al partner di lavoro Frank Lupo, egli pensa (molto probabilmente) “ma che cazzo vuole?”

Per fortuna Stephen lo ha capito: vuole uno spettacolo totalmente nuovo. I due soci si mettono al lavoro e tre ore dopo nasce il famigerato A-team. VAI CON LA SIGLA!!!


Ma com’è la serie che ha salvato la Stephen J. Cannel productions?

LA RECENSIONE

Negli anni 70 la guerra in Vietnam è il male e i militari sono macchine assassine sadiche e malvagie. Il cinema degli anni 70 vuole incarnare questo messaggio, quindi nascono i migliori film splatter della storia, il cui scopo è turbare il pubblico e farlo riflettere sulla situazione politica.
Ora siamo nel 1983: Ronald Reagan ha ampiamente vinto le elezioni, porta avanti una politica estera piuttosto aggressiva e fa ingenti investimenti in campo militare, perchè l’America DEVE ESSERE la nazione più forte del mondo. Ora i militari, i reduci, le armi e le esplosioni non sono più il male, ma sono il bene: quale modo migliore per dirlo se non con una bella serie tv ignorante e cazzuta come l’A team?
Quattro reduci evasi da un carcere di massima sicurezza, con la polizia militare incapace di trovarli (mentre il vaccaro Tim in baruffa con il vicino di stalla Tom li rintraccia senza problemi), difendono i più deboli. Con la loro simpatia, la loro eleganza e il carattere amabile di personaggi come Pessimo Elemento e il matto, vengono da voi e vi difendono dal prepotente di turno. Il tutto guarnito da un orgia di armi, acciaio, esplosioni e, soprattutto, i veicoli da sbarco improvvisati di P.E.
Visto che ora la guerra è buona, nonostante le esplosioni e i millemila proiettili sparati ad ogni puntata nessuno muore mai. Di solito la berlinona del cattivo Tom esplode con lui a bordo, egli scende frastornato con i suoi uomini, capisce che contro l’A-team non c’è nulla da fare, quindi si arrende, e Tim può finalmente tornare a fare il vaccaro senza preoccupazioni.
I segreti del successo dell’A team sono:
– personaggi unici e simpaticissimi, che tra frasi memorabili (Hannibal), vizi (Sberla), paure, vestiti sgargianti, 18 kg d’oro al collo (P.E.) e pazzia (Murdock), vi rimangono stampati nella memoria; anche se parte del merito va alle millemila repliche televisive;
– il tamarrissimo GMC Vandura, il secondo veicolo più epico degli anni 80, subito dopo la Delorean: penso che chiunque sia cresciuto in quegli anni (ma anche dopo) abbia seriamente pensato ad un furgone come prima auto;
il furgone dell’A-Team

 

il tipico furgone italiano degli anni 80

tanta azione, tante esplosioni e tanta leggerezza, capaci di intrattenere chiunque, persino mia nonna (non sto scherzando).

Da piccolo, quando facevano le repliche sulle reti Mediaset, non ne perdevo una. Non c’è nulla di meglio che un panino al salame in mano e l’A-team in tv: cibo cazzuto per programma cazzuto.
Per un periodo ho avuto la sveglia con la suoneria dell’A-team e devo dire che la mattina ti da davvero la carica: rischi buttare le coperte, alzarti dal letto e scaraventare il materasso giù dalla finestra.

IN CONCLUSIONE

Una serie tv che amalgama un po’ di Rambo, un po’ di Delta Force e un po’ di film di Bud e Terence:
“Vado matto per i piani ben riusciti”

Lascia un commento