COSA FACCIAMO CON I SIMPSON??? (+ sorpresa finale)

Questo post vuole cercare di rispondere ad una domanda: i Simpson possono ancora essere salvati e tornare ai fasti degli anni 90 o sono un malato terminale a cui sarebbe meglio staccare la spina? Tale domanda nasce dal presupposto che, ad opinione di chi sta scrivendo e di molti, le ultime stagioni non sono divertenti.

LE NUOVE PUNTATE: I PERSONAGGI
Guardando le ultime puntate e le ultime stagioni di questa amatissima serie TV, l’impressione che ho è quella di trovarmi davanti una famigliola degli anni 90, che, per qualche motivo, è salita in una macchina del tempo, finendo nella Springfield di 20 anni dopo. Quella famiglia ora si trova in un’epoca che non gli appartiene, si sente spaesata e per quanto i suoi membri cerchino di mostrarsi a loro agio e di divertire, non ci riescono: si vede che non sono loro stessi.
Il primo esempio a supporto della mia tesi è il comportamento di Bart: in origine è semplicemente un bambino vivace di nove anni che ne combina di tutti i colori, ma un bambino… ora a volte sembra un trentacinquenne single vicino alla crisi di mezza età. Mi viene in mente “Il fiume delle chiacchiere” della 24esima stagione, qui Lisa fa notare a Bart che non è in grado di gestire le relazioni sentimentali, perciò il ragazzo decide di ricontattare tutte le sue ex per cercare un dialogo, capire dove ha sbagliato ecc… Personalmente, sarò strano, ma a dieci anni non ricordo di aver avuto conflitti interiori riguardanti l’incapacità di sistemarmi…
LE BATTUTE
Oltre alle trame che, a mio avviso, talvolta sono inverosimili e incompatibili con il personaggio, ci si mettono anche le battute: alcune ricordano i Griffin, altre mi ricordano addirittura la serie tv Two Broke Girls.
In alcuni casi le battute, oltre a non avere nulla a che fare con i personaggi che le pronunciano, non hanno nulla a che fare nemmeno con la trama o la singola scena, ad esempio nella stagione 28 – l’episodio non è importante perchè, come ho detto, la scena che sto per citare appare del tutto esterna al suo contesto – Bart si trova sul bus con Milhouse: “con questa app mia madre può controllarmi in modo sano h24”, la madre lo chiama: “Milhouse sei sovraeccitato ti uscirà il sangue dal naso” – “non è vero!!!” e in quel momento gli sanguina l’orecchio. Probabilmente lo scopo era quello di strappare una risata facile e veloce… ma nei Simpson di una volta le battute sono perfettamente incastrate nella trama e il far ridere è un effetto che appare non premeditato.
PS: negli anime sangue di naso significa erezione.
Evidentemente una serie tv o un cartone animato come i Simpson per poter andare avanti trent’anni ha bisogno di adeguarsi ai tempi, ma se ciò consiste nel forzare i personaggi a dire e fare a tutti i costi quello che va di moda nella tivvù attuale, lo dobbiamo chiamare adeguamento o snaturamento?
IL NUOVO DOPPIAGGIO
Un altro fatto determinante è la sostituzione delle voci dei principali personaggi:
Tonino Accolla, la voce di Homer, essendo purtroppo venuto a mancare nel 2013, viene sostituito da Massimo Lopez;
Ilaria Stagni e Liu Bosisio, rispettivamente le voci di Bart e Marge, avendo avuto discussioni di carattere contrattuale con Mediaset (volevano più schei), sono state sostituite da Gaia Bolognesi e Sonia Scotti;
Il nuovo doppiaggio per molti è inascoltabile, non a causa dei nuovi doppiatori, sicuramente bravissimi professionisti; ma perchè dopo aver imparato ad amare i Simpson con le loro voci originali, non si riesce più a riconoscerli… Qualsiasi doppiatore, anche un king come Ferruccio Amendola, sarebbe inadatto. Io e molti altri non riusciamo ad accettare altre voci che non siano quelle che ci hanno divertito per vent’anni.
COME SALVARE I SIMPSON
Ora passiamo al punto fondamentale: la famiglia più amata d’America, e forse anche d’Italia, è ormai passato oppure no?
Se continua così potrebbe, in quanto negli ultimi anni c’è stato un vorticoso calo di ascolti: io stesso guardando le puntate prodotte dal 2008 in poi fatico ad accennare un sorriso, mentre guardando quelle degli anni 90 rido per 20 minuti di fila…
Comunque, per quanto mi riguarda, la risposta è no, almeno non necessariamente; credo che i protagonisti debbano solo ritrovare loro stessi, vivendo nel mondo d’oggi ma con con fedeltà al loro carattere: Bart un bambino vivace e combina guai; Homer un ingenuo e simpatico quarantenne, a volte stupido ma di gran cuore; Lisa una bambina di otto anni che, nonostante la sua intelligenza e la sua conoscenza, ha i desideri di una bambina di otto anni; Marge, la madre, forse quella che regge tutto il palco, giudiziosa, forse troppo perbenista, ma sempre comprensiva e amorevole con i famigliari. Nel 1988  “ciucciati il calzino” o il generale essere politicamente scorretto di Homer, in un cartone animato, può creare scalpore… oggi, con prodotti come i Griffin e South Park, qualsiasi cosa dicano, facciano o mostrino, non regge il passo. MA VA BENE COSI’, non è importante essere più critici, scurrili o impegnati della concorrenza, io ho imparato ad apprezzare Homer, Bart, Lisa; Marge, Meggie (a dir la verità l’unica che apprezzo ancora) e tutti gli altri per quello che sono e non mi interessa cosa fa la concorrenza, vorrei solo che i componenti della nostra famiglia televisiva preferita fossero loro stessi, anche se l’epoca dei social non a nulla a che vedere con quella in cui sono nati.
Io credo che solo così il pubblico, gli appassionati e io potremmo amarli come li abbiamo sempre amati.
Per quanto riguarda il problema solo italiano del doppiaggio il mio consiglio, che non so se legalmente possibile, è di affidare il compito a degli imitatori che riproducano le voci originali.

Per concludere, in memoria dei vecchi tempi, la sorpresa finale: dieci minuti superignoranti di “devo uccidere Boe”:

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