Griffin vs Simpson

No, non è un post sul crossover del 2014 con 5 anni di ritardo, è un vero e proprio confronto tra due colossi dell’animazione americana: i Simpson, partoriti da quel genio del male di Matt Groening nel 1989 e Family Guy, partorito da Seth McFarlane dieci anni dopo, la cui onta è seguita da American Dad nel 2005 e lo spin off Cleveland Show nel 2009. Non vi nascondo che prediligo quelli gialli sotto ogni aspetto, perciò non sarà un confronto imparziale.

COMICITA’ AGLI ANTIPODI

sono accomunati dal fatto che su ogni personaggio è stata studiata una specifica caratterizzazione: ad esempio Homer pigro, fannullone, un filo stupido ma con un cuore d’oro; Lisa secchiona, intelligente, rompiballe e un po’ sola; Brian intelligente, colto, affascinante, snob e cane… a dirla tutta molti personaggi sono gli stessi: Meg e Lisa, Peter e Homer, Stewie e Bart; solamente più “oltre” nei Griffin.

Ora potremmo disquisire per ore su chi ha copiato chi e chi sta copiando chi, ma prendendoli per quello che erano in origine, hanno una maniera di essere comici opposta:

LA COMICITA’ IN FAMILY GUY

In Family Guy trama, luogo, ambientazione e qualsiasi altro elemento narrativo contano meno della r di Marlboro, i produttori si sforzano a crearli (neanche tanto) per fare da sfondo a ciò che conta davvero: flashback, botte, ignoranza a caso , ventordici sboccate ad episodio rendendomi difficile guardarli mentre pranzo come faccio con i Simpson e l’assidua ricerca della scena più scorretta, demenziale e sconvolgente della storia, ricerca che mai trova/ha trovato/troverà soddisfazione, in quanto South Park (che mi piace) nasce due anni prima e a livello di “essere oltre” non si batte e che quindi si riduce alla ricerca di qualche risata facile qua e la;

Detto tutto ciò, anche se mi rode farlo, devo spezzare una lancia a favore di Family Guy: vomito a parte, mi fa sbaccanare dal ridere.

LA COMICITA’ NEI SIMPSON

Non ci sono flashback, non ci sono sboccate (non come elemento d’ilarità), è meno politicamente scorretto, è meno “oltre” e dopo South Park, un ragazzino che dice “Io sono Bart Simpson e tu chi cacchio sei” non può nemmeno sognarsi di sconvolgere. Eppure di fronte ad un episodio degli anni novanta, già visto rivisto e rivisto ancora rido per venti minuti filati. Perchè mai?? ce lo spiega la teoria generale dei sistemi del professor Nerpiolini:

Scherzi a parte:

La base sono personaggi con delle caratteristiche più o meno stereotipate che li rendono divertenti di per sè: Homer, Bart, Boe…ognuno a modo suo; tali caratteristiche derivano dal carattere (che scoperta), formato e plasmato dai principi e dalle contraddizioni dell’America in cui sono nati; inserendo tali personaggi in ambienti, trame, epoche e situazioni differenti, oltre a ridere per la simpatia dei protagonisti, il loro comportamento porta a galla tali principi e tali contraddizioni: Springfield è una divertente proiezione sociologica del mondo moderno, un vero e proprio fenomeno culturale che si guadagna una nomina per il Golden Globe; 32 Emmy Awards; la nomina dal Time come miglior serie tv del secolo nel 1999 e la nomina di Bart dal Time come 46esima persona più influente del secolo;

CONCLUSIONE

Lo ammetto: questo post era solo una scusa per parlare dei Simpson. Di nuovo…

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